Salute e prevenzione per gli over 65: il progetto di Argento Vivo

Come prevenire le patologie che causano fragilità negli anziani? È su questo che lavorano i ricercatori di Fondazione Humanitas per la Ricerca nell’ambito degli studi di Argento Vivo, un progetto nato per sostenere gli studi su nuove terapie per i pazienti over 65. Gli specialisti del laboratorio di immunologia molecolare di Humanitas coinvolti nel progetto, guidati dal professor Antonio Sica, sono impegnati in un’indagine sui meccanismi chiave che preservano i processi fisiologici e garantiscono l’integrità delle funzioni biologiche.

“Gli over 65 sono persone più fragili, laddove per fragilità si intende una condizione fisiologica in cui la capacità di rispondere a situazioni di stress immunologici risulta ridotta”, precisa il professor Sica, intervistato da TV2000.

Quali sono le conseguenze dell’avanzare dell’età?

“Normalmente, in risposta a situazioni di stress, sviluppiamo delle risposte di difesa fisiologiche che promuovono programmi metabolici e immunologici. Queste risposte fisiologiche con l’invecchiamento vengono a mancare, quindi gli individui sono più suscettibili a sviluppare patologie di vario tipo, dalle disfunzioni infiammatorie, a quelle metaboliche, ad altre patologie associate all’avanzare dell’età. Con il progetto Argento Vivo, indaghiamo le patologie alla base di questa fragilità, andando a identificare possibili bersagli e terapie per correggerla in anticipo, prima che si sviluppi la fase sintomatica della malattia”, approfondisce il professore.

“La fragilità, che può instaurarsi anche in persone più giovani fisiologicamente o geneticamente più deboli, si associa a un livello di infiammazione più elevato: uno stato tipico delle persone over 65. Infatti, utilizziamo alcuni marcatori dell’infiammazione per tracciare lo stato immuno-metabolico di questi pazienti”.

Che patologie favorisce questa infiammazione?

“L’infiammazione cronica favorisce lo sviluppo di una serie di patologie, che sono tipiche degli over 65: dall’aterosclerosi, alle patologie cardiovascolari, alle malattie respiratorie e metaboliche, come il diabete, ai tumori. I tumori, infatti, insorgono spesso, oltre che in risposta a mutazioni genetiche, anche in risposta a un’infiammazione di base. Insomma, sono molte le patologie che si associano a un background infiammatorio che, nella persona fragile, non viene controllato e risolto e provoca danni ai tessuti”, continua il professore.

Fragilità e COVID-19

“I pazienti che sviluppano COVID-19 in maniera più severa, sono le persone che hanno già altre patologie, quindi hanno quelle che chiamiamo comorbidità, probabilmente associate a un deficit di metabolismo energetico. Ci sono una serie di virus, infatti, come quello dell’HIV, dell’epatite B e C, o alcuni virus che inducono tumori come il sarcoma di Kaposi, che sono in grado di provocare dismetabolismi, ossia di alterare il nostro bilancio energetico-cellulare. Questo diminuisce la robustezza dei meccanismi fisiologici, che si rivelano quindi incapaci di promuovere le appropriate difese antivirali”, spiega lo specialista.

Che importanza ha lo stile di vita per la prevenzione di queste patologie?

“L’alimentazione e lo stile di vita sono fondamentali. La dieta mediterranea consente un’alimentazione bilanciata e corretta, perché fornisce le appropriate quantità di vitamine, di zuccheri, e di elementi base come ioni metallici, antiossidanti e flavoni. Si devono poi eliminare abitudini errate come il fumo e l’assunzione di alcol ed è molto importante anche l’attività fisica, che non solo garantisce una performance fisica migliore, ma ha effetti benefici anche su quella mentale. Insomma, si devono integrare alimentazione e stile di vita per favorire uno stato di salute migliore”.

Quali sono gli esami preventivi più importanti?

“Sono fondamentali gli esami del sangue e delle urine, perché inquadrano una serie di parametri immuno-metabolici, come i livelli dei lipidi, dei trigliceridi, del colesterolo, o del glucosio e, quindi,  individuano la presenza di eventuali dismetabolismi. L’assetto metabolico, infatti, regola non solo il livello energetico, ma anche una corretta risposta immunologica.

Altri esami importanti sono quelli che misurano gli elettroliti, soprattutto in pazienti che assumono ipertensivi come sodio e potassio, e gli esami che forniscono la valutazione di marcatori tumorali.

Quello che prefiggiamo con il team di Argento Vivo è identificare nuovi marcatori di fragilità in una fase, dunque, pre-sintomatica, che predispone l’individuo allo sviluppo di malattie. In questo modo sarà possibile sottoporre gli individui fragili a sorveglianza attiva, in modo da anticipare e integrare i deficit immuno-metabolici e prevenire così l’insorgenza di patologie”, conclude il professor Sica.

 

L’articolo è tratto da un’intervista al professor Antonio Sica a Il Mio Medico (TV2000) del 17 dicembre 2020.

Per rivedere l’intervista, clicca qui.

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